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L'insolito percorso di Arvid de Kleijn: “Tre anni fa vivevo con i miei e insegnavo ginnastica”
Il velocista di punta della Tudor racconta la sua ascesa al professionismo: una storia fatta di ambizioni, sacrifici e tanta, tantissima persistenza
Ogni ciclista ha la sua storia. Quella di Arvid de Kleijn è una delle più interessanti da raccontare, perché parla di un ragazzo tenace, paziente e che è riuscito a sbarcare nel professionismo dopo anni di attese e sacrifici.
All'alba della sua terza stagione nel Pro Tour con la maglia della Tudor il ragazzo neerlandese è uno dei nomi di riferimento delle volate a livello mondiale. “Il piccolo gorilla”, come viene soprannominato per il suo fisico piccolo e possente, rappresenta però un'eccezione: alla soglia dei trentuno anni, che compirà tra poche settimane, il suo passaggio ai grandi palcoscenici è avvenuto piuttosto tardi.
“Fino a tre anni fa vivevo con i miei e insegnavo ginnastica part-time”
Il primo momento cruciale della sua storia risale alla fine della stagione 2016, quando De Kleijn, a ventidue anni, vince la Parigi-Tours Under 23.
“All'epoca non avevo il supporto di una squadra professionistica e ho dovuto imparare tutto da solo: alimentazione, allenamento… Nel frattempo ero iscritto all'università per diventare un insegnante di ginnastica, ma insieme ai miei genitori ho deciso di compiere una scelta e di mettere in pausa gli studi per darmi una chance nel ciclismo. Pensavo di non valere più di una squadra Continental, ma la vittoria alla Parigi-Tours mi ha aperto gli occhi: ho realizzato di poter ambire al professionismo.”
Il 2017 va ancora meglio, con piazzamenti nelle poche gare disputate con i professionisti e qualche vittoria nelle gare Continental in Belgio e Paesi Bassi. La chiamata tanto attesa, però, non arriva.
“A quell'età, se nessuno ti cerca, di solito smetti. Io invece mi sono detto che avrei potuto raggiungere il professionismo: avevo i numeri dalla mia parte, sapevo che le squadre del Pro Tour avrebbero avuto bisogno di uno come me. Non potevo vivere di quello, perché lo stipendio di un corridore Continental è davvero basso: fino a tre anni fa vivevo con i miei e insegnavo ginnastica part-time. Era l'unico modo per andare avanti.”
La svolta arriva a fine 2019, quando si fanno avanti i danesi della Riwal Securitas. De Kleijn firma il contratto e, ormai venticinquenne, passa professionista. Da lì la sua carriera prende il volo. Il 2020 è un anno ricco di piazzamenti nelle gare di un giorno, tra cui un 3° posto alla Gooikse Pijl e un 7° posto alla Scheldeprijs. Trascorre poco tempo prima che si faccia avanti la Rally Cycling, poi Human Powered Health, con cui De Kleijn conquista le prime tre vittorie da professionista nel biennio 2021-2022.

“Sono un ragazzo con i piedi per terra, ma non voglio limitarmi: l'unico limite è il cielo”
Dopo l'annuncio della chiusura del team statunitense nell'estate del 2022, alla porta di De Kleijn si presenta un certo Fabian Cancellara. In vista della prima stagione della Tudor nel Pro Tour, Cancellara gli propone il ruolo di velocista principale nel team elvetico; un ruolo che De Kleijn ricopre ancora con orgoglio e con tante ambizioni per il 2025.
“Sono in questa squadra da quando è passata al Pro Tour e la sento un po' mia. Se faccio un paragone con i migliori velocisti al mondo, si può dire che sono molto vicino a loro in termini di velocità di punta. Quest'anno il mio compito sarà chiudere il gap da Tim Merlier, Jasper Philipsen e Jonathan Milan. Non ho mai fatto un Grande Giro, né molte grandi corse, quindi voglio se posso competere con i migliori anche a quel livello. La tappa vinta alla Parigi-Nizza e i piazzamenti all'UAE Tour della scorsa stagione ci hanno dato tanta fiducia."
Le wild card del Giro d'Italia non sono state ancora annunciate, ma gli sviluppi delle scorse settimane fanno pensare che la Tudor Pro Cycling possa essere invitata per il secondo anno consecutivo. Se così sarà, l'ex insegnante di ginnastica si farà trovare pronto e guiderà la sua squadra verso grandi obiettivi.
"Anni fa avevo molta fiducia in me, ma non credevo che sarei mai riuscito ad arrivare a questo livello. Sono un ragazzo con i piedi per terra, ma non voglio limitarmi: l'unico limite è il cielo.”