I corridori della Li Ning Star al Tour of Thailand © Alexander Salby
Mondo Continental

Una nuova squadra brilla in Asia: è la Li Ning Star

La formazione cinese ha già vinto sette corse nel 2025 e si è imposta in entrambe le corse a tappe disputate. Il merito è soprattutto dei tre ex professionisti ingaggiati lo scorso inverno

02.04.2025 22:40

Nono appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: The Princess Maha Chakri Sirindhorn’s Cup Tour of Thailand, Volta ao Alentejo, Olympia’s Tour, GP Brda-Collio, I feel Slovenia VN Adria Mobil e la Li Ning Star, formazione cinese che ha ottenuto diverse vittorie grazie ai suoi stranieri.

Le corse della settimana

The Princess Maha Chakri Sirindhorn’s Cup Tour of Thailand

Il podio finale del Tour of Thailand
Il podio finale del Tour of Thailand © Thailand Cycling Association

La scorsa settimana è andato in scena il The Princess Maha Chakri Sirindhorn's Cup Tour of Thailand (o più semplicemente Tour of Thailand), corsa a tappe di sei giorni che fa parte del calendario UCI dal 2006. Quest’anno erano presenti al via diciannove squadre: un ProTeam (la Solution Tech-Vini Fantini), dodici Continental e sei selezioni nazionali.

La gara si è aperta con una tappa non troppo lunga e del tutto priva di difficoltà altimetriche. Nonostante il volatone generale sembrasse l’epilogo più probabile, due uomini di grande esperienza sono riusciti a sfuggire al controllo del gruppo e si sono giocati la vittoria. Lo sprint a due ha premiato lo svizzero Simon Pellaud (Li Ning Star), che ha avuto la meglio su Yukiya Arashiro (Solution Tech-Vini Fantini). Il gruppo, in cui si è verificata una caduta all’interno dell’ultimo chilometro, è arrivato a 15” ed è stato regolato da Tom Sexton (St.George).

Anche la seconda frazione non presentava grosse asperità, ma, in questo caso, nessuno è riuscito a evitare la volata. Ancora una volta è stata una sfida fra Li Ning Star e Solution Tech-Vini Fantini, con la formazione cinese che ne è uscita ancora una volta vincitrice. Il successo è andato ad Alexander Salby, che si è messo alle spalle Lorenzo Quartucci. Il terzo posto è andato ad Aleksandr Shakotko (FNIX-SCOM-Huangsheng). Simon Pellaud ha conservato la testa della classifica.

La terza tappa prevedeva i primi GPM della corsa, che comunque consistevano in strappetti di poco conto. Fare selezione è stato impossibile ed è stata volata: ancora una volta Alexander Salby si è dimostrato superiore alla concorrenza e si è imposto davanti a Nick Kergozou de la Boessiere (St.George) e Wan Abdul Rahman Hamdan (Terengganu). Simon Pellaud ha conservato la maglia di leader.

La quarta frazione proponeva, finalmente, qualcosa di diverso: il percorso era totalmente pianeggiante, ma saliva al 5% negli ultimi 1500 metri. Dylan Hopkins (Roojai Insurance) ha cercato di anticipare, ma, proprio negli ultimi metri, è stato saltato da Lorenzo Quartucci, che è riuscito a trovare la prima vittoria UCI in carriera, dopo averla sfiorata in più occasioni. Il giovane Nikita Tsvetkov (Nazionale Uzbekistan) ha completato il podio di giornata con 2” di ritardo, mentre Simon Pellaud è rimasto in testa alla generale.

La quinta tappa era molto semplice, senza alcuna salita e, come prevedibile, è finita in volata. Ancora una volta Alexander Salby si è confermato il miglior sprinter della corsa e ha conquistato la terza vittoria, superando Yevgeniy Gidich (China Glory-Mentech) e Mohd Hariff Saleh (Terengganu). In testa alla classifica generale c’è stato in cambio: grazie agli abbuoni, Alexander Salby ha tolto la maglia di leader al compagno di squadra Simon Pellaud.

La corsa si è conclusa con un’altra frazione adatta alle ruote veloci che, a differenza delle precedenti, ha proposto un vincitore diverso, con Alexander Salby che si è dovuto accontentare del quinto posto. A cogliere l’occasione è stato Nick Kergozou de la Boessiere, già vincitore della tappa conclusiva del Tour of Thailand lo scorso anno. Il neozelandese ha preceduto il corridore di casa Patompob Phonarjthan (Roojai Insurance) e l’esperto neerlandese Roy Eefting-Bloem (FNIX-SCOM-Huangsheng).

Alexander Salby ha conquistato il successo finale (oltre alla classifica a punti), con 5” di vantaggio su Simon Pellaud e 12” su Lorenzo Quartucci. La Solution Tech-Vini Fantini ha vinto la graduatoria a squadre.

Volta ao Alentejo

Il podio della Volta ao Alentejo
Il podio della Volta ao Alentejo ©  Podium Events/Matias Novo

In settimana si è gareggiato anche in Portogallo, dove è andata in scena la quarantaduesima edizione della Volta ao Alentejo, corsa a tappe di cinque giorni. Quest’anno vi hanno partecipato diciannove squadre: un ProTeam (l’Euskaltel-Euskadi), quattordici Continental e quattro formazioni dilettantistiche.

La corsa si è aperta con una tappa non troppo complicata, ma con gli ultimi 700 metri che tendevano costantemente a salire. Il gruppo è arrivato compatto allo strappo finale e il più veloce è stato Noah Hobbs (EF Education-Aevolo). Il britannico ha battuto Nicolás Tivani (Aviludo-Louletano) e Matthias Schwarzbacher (UAE Team Emirates Gen Z) e si è preso la prima maglia di leader.

La seconda frazione prevedeva una salita di 6,5 km, con la cima situata ai -10. Nonostante un’asperità abbastanza lunga e piuttosto vicina al traguardo, non c’è stata selezione e il gruppo è arrivato compatto al traguardo. A vincere è stato il giovane italiano Davide Stella (UAE Team Emirates Gen Z), che si è messo alle spalle due dei protagonisti della giornata precedente: Noah Hobbs, che ha conservato la testa della classifica, e Nicolás Tivani.

La terza tappa presentava una salita di 6 km, la cui cima era situata a poco più di 2000 metri dal traguardo. Le pendenze poco accentuate hanno impedito che ci fosse selezione, ma hanno messo in difficoltà i velocisti più puri. Si è imposto il leader Noah Hobbs, che ha preceduto Xabier Berasategi (Euskaltel-Euskadi) e Theodor Obholzer (Óbidos), incrementando il vantaggio in classifica. In realtà Nicolás Tivani aveva chiuso nuovamente in seconda posizione, ma è stato declassato all’ultimo posto del gruppo.

La quarta frazione era la più complicata della corsa, con diverse difficoltà altimetriche disseminate lungo tutto il percorso e gli ultimi 5 km in salita, anche se con pendenze non eccessive. Due scalatori sono riusciti a sfruttare il percorso a proprio vantaggio e hanno beffato i velocisti: il colombiano Jesús David Peña (APHotels & Resorts/Tavira) ha battuto lo spagnolo Pau Martí, terzo al Giro d’Italia Next Gen 2024. Matthias Schwarzbacher, che aveva provato a giocare d'anticipo, si è preso il terzo posto di giornata, con un ritardo di 3". Noah Hobbs si è difeso bene (ottavo a 6”) e ha conservato la leadership.

La gara si è conclusa con una tappa non troppo complicata, ma con l’arrivo su una salita in lastricato. A una settimana dalla vittoria del Troféu Internacional de Arrábida, Luca Giaimi (UAE Team Emirates Gen Z) si è regalato un’altra grande gioia, imponendosi con 2” di vantaggio sul gruppo. Il leader Noah Hobbs ha chiuso al secondo posto davanti a Leangel Linarez (Tavfer-Ovos Matinados).

Noah Hobbs ha conquistato il successo finale (a cui ha aggiunto le vittorie nella classifica a punti e in quella dei giovani), con 12” di margine su Nicolás Tivani e 13” su Jesús David Peña. Pedro Pinto (Efapel) è stato incoronato miglior scalatore, mentre la graduatoria a squadre ha premiato la Rádio Popular – Paredes.

Olympia’s Tour

Antoine L'Hote vince l'ultima tappa dell'Olympia's Tour
Antoine L'Hote vince l'ultima tappa dell'Olympia's Tour ©  Olympia's Tour

Nei Paesi Bassi si è disputato l’Olympia’s Tour, corsa a tappe di cinque giorni, giunta quest’anno alla settantesima edizione. Si sono schierate al via ventidue squadre: diciotto Continental, due formazioni dilettantistiche, la nazionale turca e una selezione regionale del Limburgo.

La corsa si è aperta con una cronometro di 11 km, del tutto priva di difficoltà altimetriche. Tim Marsman (VolkerWessels) ha fatto segnare il miglior tempo. Il ventiquattrenne ha superato di 5” il tedesco Miguel Heidemann (REMBE|rad-net) e di 10” il francese Arthur Blaise (Decathlon AG2R Development), andando, ovviamente, a indossare la prima maglia di leader.

La seconda tappa presentava tantissimi strappi brevi (fra cui anche il Cauberg, simbolo dell’Amstel Gold Race, che comunque era lontanissimo dal traguardo) e un arrivo che tendeva a salire. È andata via una fuga di sette uomini e ha festeggiato nuovamente la VolkerWessels: si è imposto, infatti, Timo de Jong, bravo a battere in volata Antoine L’Hote (Decathlon AG2R Development), che si è consolato con la maglia di leader della generale. Alexandre Kess (Lotto Kern-Haus) ha completato il podio di giornata con 2” di ritardo.

La terza frazione prevedeva tre giri di un circuito di 50 km, completamente privo di asperità. Nonostante la totale assenza di difficoltà altimetriche, la volata generale è stata scongiurata dall’azione di quattro uomini, che hanno anticipato il gruppo di 7”. La vittoria è andata al danese Mathias Larsen (AIRTOX-Carl Ras), bravo a battere allo sprint l’esperto Peter Schulting (Diftar) e il britannico Matthew Kingston (Mg.K Vis Costruzioni e Ambiente). In classifica non ci sono stati cambiamenti.

Neanche nella quarta tappa erano previste difficoltà altimetriche, ma ancora una volta è stata una giornata buona per la fuga, con sei attaccanti che hanno anticipato il gruppo di 4”. Lo sprint fra i battistrada ha premiato Axel van der Tuuk (Metec-SOLARWATT), che si è messo alle spalle Rick Ottema (Diftar) e Morten Nørtoft (ColoQuick). Antoine L’Hote ha conservato la testa della classifica.

L’ultima frazione presentava solo qualche strappetto di poco conto a metà gara, ma, come già accaduto negli ultimi due anni sullo stesso percorso, c’è stata grande selezione. Il leader della classifica Antoine L’Hote è riuscito a staccare tutti e ha tagliato il traguardo con 3” di vantaggio sul norvegese Anton Stensby (Coop-Repsol) e 8” sul tedesco Bruno Kessler (REMBE|rad-net).

Antoine L’Hote ha, ovviamente, conquistato il successo finale (e il titolo di miglior giovane), con 34” su di margine su Timo de Jong e 1’06” sul vincitore della classifica a punti Axel van der Tuuk. La AIRTOX-Carl Ras si è aggiudicata la graduatoria a squadre.

GP Brda-Collio e I feel Slovenia VN Adria Mobil

Il podio dell'I feel Slovenia VN Adria Mobil
Il podio dell'I feel Slovenia VN Adria Mobil ©  Adria Mobil Cycling

Dopo il GP Slovenian Istria, in Slovenia si è disputata un’altra corsa di un giorno, il GP Brda-Collio, entrato nel calendario UCI lo scorso anno. Al via della seconda edizione internazionale della gara erano presenti ben trenta squadre: due ProTeams (Solution Tech-Vini Fantini e VF Group-Bardiani), ventitré Continental e cinque formazioni dilettantistiche.

Il percorso prevedeva un circuito di circa 15 km da ripetere per dieci volte, caratterizzato dalla salita di Medana, lunga poco più di 2 km. Il traguardo non era fissato in cima, ma dopo settecento metri di ascesa (al 6%). Il vincitore del GP Slovenian Istria Michiel Coppens (BEAT) ha provato l’azione solitaria, ma a 13 km dal traguardo è finito a terra in una curva in discesa e ha dovuto dire addio ai sogni di gloria. Ci ha provato, quindi, il suo compagno di squadra Robbe Mellaerts, che ha preso vantaggio insieme a Marco Schrettl (Tirol KTM), ma il gruppo è rientrato ai -8 e sono iniziati i preparativi per la volata.

Paul Wright (Factor) ha provato a sorprendere tutti partendo lungo, ma nulla ha potuto contro la grande rimonta di Marcin Budziński (ATT Investments), che ha, così, bissato la vittoria dello scorso anno. Tilen Finkšt (Adria Mobil) ha chiuso secondo, mentre il campione neozelandese è riuscito a salvare il terzo posto, relegando ai piedi del podio Jochem Kerckhaert (BEAT) e l’italiano Thomas Capra (Bahrain Victorious Development), ancora protagonista su questo traguardo, dopo la terza posizione del 2024.

Tre giorni dopo, sempre in Slovenia, è andato in scena il GP Adria Mobil, che quest’anno, per l’undicesima edizione, è stato rinominato in I feel Slovenia VN Adria Mobil. Le ventinove squadre al via erano così suddivise: un ProTeam (la VF Group-Bardiani), venticinque Continental e tre formazioni dilettantistiche. 

Il percorso, con partenza e arrivo a Novo Mesto, prevedeva le principali difficoltà di giornata nella prima metà, con il circuito finale che, pur non essendo del tutto pianeggiante, non risulta mai particolarmente selettivo: finora solo una volta la corsa ha avuto un epilogo diverso dalla volata di gruppo. Anche quest’anno la musica non è cambiata: l’ultimo tentativo di fuga, messo in atto dagli italiani Thomas Capra, Simone Griggion (UC Trevigiani-Energiapura) e Luca Attolini (XDS Astana Development) è stato neutralizzato a 15 km dall’arrivo.

Come al GP Brda-Collio, la volata finale ha visto prevalere il campione uscente: Žak Eržen, corridore della Bahrain-Victorious in gara con il ramo development del team, ha rimontato negli ultimi metri Frits Biesterbos (BEAT), iscrivendo il proprio nome nell’albo d’oro della corsa per il secondo anno consecutivo. Il vincitore dell’edizione 2023, Tilen Finkšt, ha completato il podio, mettendosi alle spalle Patryk Stosz (Voster ATS) e il primo degli italiani, Simone Zanini (XDS Astana Development).

Le Continental tra i big

Marc Cabedo festeggia la maglia di miglior scalatore della Settimana Coppi e Bartali
Marc Cabedo festeggia la maglia di miglior scalatore della Settimana Coppi e Bartali ©  Marc Cabedo

Ben dieci Continental hanno partecipato alla Settimana Coppi e Bartali: le formazioni di sviluppo di Red Bull-BORA e Lotto, le italiane General Store-Essegibi, MBH Bank Ballan, SC Padovani Polo, Sam-Vitalcare e Technipes #inEmiliaRomagna, la giapponese JCL Team Ukyo, la messicana Petrolike e l’austriaca Vorarlberg. Il JCL Team Ukyo ha raccolto i migliori risultati nelle classifiche, conquistando la maglia di miglior scalatore con Marc Cabedo e il dodicesimo posto di Alessandro Fancellu nella generale. I vivai dei team professionistici hanno sfiorato il successo parziale: Jarno Widar della Lotto Development e Davide Donati della Red Bull-BORA Rookies hanno centrato la piazza d’onore, rispettivamente nella seconda e nella quinta tappa. A proposito di formazioni di sviluppo, il miglior Continental in classifica generale è stato in realtà Viktor Soenens, tesserato per la Soudal-Quick Step Devo, ma in gara con il team WorldTour.

Le quattro Continental storiche francesi hanno preso parte, insieme alla Soudal-Quick Step Devo e alla tedesca MYVELO, a La Roue Tourangelle. La St.Michel-Preference Home è stata l’unica compagine di terza divisione a centrare la top ten: ci è riuscito l’irlandese Dillon Corkery, già grande protagonista al GP Denain, che ha chiuso la gara in ottava posizione. Le quattro francesi hanno disputato anche la Paris-Camembert ed è stata nuovamente la St.Michel-Preference Home a ottenere i migliori risultati, con Théo Delacroix tredicesimo e Dillon Corkery quattordicesimo.

Le principali novità di ciclomercato della settimana riguardano due giovani: il diciannovenne eritreo Milkias Maekele, già vincitore di quattro corse UCI in Algeria, approda in Europa e correrà con la BIKE AID, Continental tedesca che ha da sempre un occhio di riguardo per l’Africa; il neozelandese Nate Pringle, campione nazionale under 23 a cronometro, ha invece attirato l’attenzione della Red Bull-BORA, che ha deciso di tesserarlo nel proprio team di sviluppo.

Diversi corridori, invece, hanno lasciato la categoria Continental: Colby Simmons si è guadagnato la promozione dalla EF Education-Aevolo al team WorldTour, mentre altri hanno deciso di scendere tra i dilettanti. È il caso di Dario Igor Belletta, che non correrà più per la Visma|Lease a Bike Development (in cui militava dal 2023) ed è passato alla Solme-Olmo. Novità anche dal Ruanda: Patrick Byukusenge, Eric Manizabayo ed Etienne Tuyizere hanno lasciato la Java-Inovotec, di cui erano gli uomini più rappresentativi, per accasarsi in Francia, al Pédale Pilotine, con l’obiettivo di prepararsi meglio per i Campionati del Mondo. Data la necessità di avere almeno dieci corridori sotto contratto, la formazione ruandese ha tesserato il giovanissimo Janvier Rugemintwaza.

Il ritratto della settimana: Li Ning Star

La Li Ning Star, seconda nella classifica a squadre del Tour of Thailand
La Li Ning Star, seconda nella classifica a squadre del Tour of Thailand © Tour of Thailand

In Asia è ormai prassi consolidata, per le formazioni con ambizioni importanti, quella di ingaggiare corridori con esperienze tra i professionisti, che cercano di rilanciarsi. Nonostante la crescita del movimento, infatti, la differenza tra le corse locali e quelle dei paesi con maggiore tradizione è ancora molto accentuata e l’arrivo di uomini con un passato ai massimi livelli può essere d’aiuto anche per i ragazzi del posto. Nell’ultima sessione di mercato, la Li Ning Star, Continental che punta a diventare la squadra di riferimento in Cina, ha puntato forte sugli ex professionisti e, al momento, la scelta si sta rivelando vincente.

In questi primi mesi, la compagine diretta da Zhe Sun ha partecipato a due corse a tappe, il Tour of Sharjah e il Tour of Thailand, vincendole entrambe. Considerando anche i successi parziali, il totale delle vittorie tocca quota sette, tutte conquistate dai tre ex professionisti arrivati in squadra quest’inverno. In Thailandia, inoltre, la Li Ning Star ha messo a segno la doppietta. Si tratta di un bottino eccezionale per una formazione che nei primi cinque anni di storia si era imposta in otto occasioni (cinque delle quali nel 2022, quando le corse cinesi erano vietate ai team stranieri per via delle restrizioni). Nel 2025 il roster è composto da sedici elementi, provenienti da sei nazioni.

Il corridore più conosciuto è sicuramente Simon Pellaud, che è stato professionista per sette anni, con le maglie di IAM, Androni Giocattoli, Trek e Tudor. Il trentaduenne è stato protagonista al Tour of Thailand, con il successo nella prima tappa (ottava vittoria UCI in carriera) e il secondo posto in classifica generale. In questa stagione, lo svizzero ha scelto di alternare la strada al gravel, disciplina in cui, in pochi mesi, si è già tolto diverse soddisfazioni, imponendosi, ad esempio, nella Gravel Brazil, una delle prove di qualificazione per i Campionati del Mondo.

L’altro grande protagonista del Tour of Thailand è stato Alexander Salby, vincitore di tre tappe, della classifica a punti e della generale. Il ventiseienne ha corso nelle ultime due stagioni con la Bingoal WB, con cui ha vinto una tappa de La Tropicale Amissa Bongo 2023 e una dello ZLM Tour 2024. Nonostante lo scorso anno la formazione belga avesse conquistato solo due successi, la fusione con la Philippe Wagner ha chiuso le porte del professionismo al corridore danese. Le sue prestazioni in Thailandia dimostrano che non ha perso le motivazioni.

L’altro ex professionista arrivato alla Li Ning Star nell’ultima sessione di mercato è Josh Kench. Il ventitreenne, che ha corso a livello superiore con la Bolton Equities Black Spoke nel 2023, ha iniziato la stagione alla grande, vincendo la tappa regina e la classifica finale del Tour of Sharjah e togliendo, così, lo zero dalla voce successi. Lo scorso anno, il neozelandese ha vestito, senza brillare, la maglia di un’altra Continental cinese, la Tianyoude Hotel, ma aveva già mostrato buone cose in salita nelle stagioni precedenti.

Come Kench, anche Luke Mudgway è stato professionista con la Bolton Equities Black Spoke nel 2023, ma, a differenza del compagno di squadra, il ventottenne è alla seconda stagione con la Li Ning Star. Vincitore di cinque corse UCI in carriera, il neozelandese ha iniziato malissimo il 2025, con una caduta nella prima tappa del Tour of Sharjah, che gli ha provocato una frattura al braccio. Ora è pronto a rientrare e, grazie al suo spunto veloce, potrà essere utile sia in prima persona che nel treno per Salby.

Cristian Raileanu ha solo sfiorato il professionismo (nel 2016 fu stagista per la Wilier-Southeast), ma negli anni è riuscito comunque a costruirsi una reputazione di uomo solido nelle corse a tappe fra Europa dell’est e Asia. Sei volte campione nazionale moldavo (tre in linea e altrettante a cronometro), dal 2022 corre per la Romania e lo scorso anno, già in maglia Li Ning Star, ha conquistato il primo titolo nazionale nel suo nuovo paese. Il trentaduenne ha iniziato la stagione al Tour of Thailand e, in una gara dominata dai suoi compagni di squadra, ha comunque chiuso ottavo in classifica.

Oltre al titolo rumeno di Raileanu, lo scorso anno la Li Ning Star ha vinto anche una tappa del Tour of Bostonliq con Alexei Shnyrko. Il bielorusso, già vincitore a livello internazionale di una frazione del Tour of Fuzhou 2019, è arrivato alla formazione cinese nel 2023. Anche lui è un corridore veloce, ma con l’arrivo di Salby le opportunità personali diminuiranno: fra Tour of Sharjah e Tour of Thailand, infatti, non è andato oltre due trentacinquesimi posti.

Da quest’anno anche un altro bielorusso fa parte del team: si tratta di Raman Tsishkou, che nel 2024 ha disputato la sua prima stagione in Cina con la Huansheng-SCOM. Pluricampione nazionale su pista, il trentenne ha conquistato un unico successo su strada in carriera, il Grand Prix Gazipasa 2021. Anche lui è un corridore veloce e al Tour of Thailand ha dovuto limitarsi a un ruolo di gregario.

Fra i nove cinesi, il più noto è Niu Yikui, il corridore con la più lunga militanza nella Li Ning Star, essendo al quinto anno nel team. Il trentenne ha vissuto la sua stagione d’oro nel 2022, quando si laureò campione nazionale e vinse due tappe del Tour of Qinghai Lake. Quattro anni prima, inoltre, conquistò il suo più prestigioso risultato internazionale, chiudendo al quinto posto il Tour of China I, vinto in quell’occasione da un corridore importante come Juan Sebastián Molano.

Alla quarta stagione con la maglia della Li Ning Star, anche Bai Li jun ha saputo vincere a livello UCI. Il trentaseienne è stato campione nazionale a cronometro nel 2022. In gare internazionali, ha fatto le migliori cose alla Trans-Himalaya Cycling Race dell’anno successivo: dopo il secondo posto nella frazione inaugurale, riuscì a concludere la corsa in terza posizione. 

Come Bai, anche gli altri sette corridori di casa non hanno ancora esordito a livello internazionale nel 2025. In passato hanno ottenuto qualche buon risultato in gare UCI sia il ventiseienne Shao Junqi, terzo in una tappa del Tour of Qinghai Lake 2021 e nono in classifica alla Trans-Himalaya Cycling Race dello scorso anno, che il ventottenne Xu Changquan, arrivato in inverno dalla Hengxiang, che è stato nono nella generale del Tour of Sakarya 2023.

Sono ancora a caccia di risultati internazionali di spessore gli altri ragazzi del team: si tratta del venticinquenne Li Luhao, dei ventiquattrenni Sun Wentao e Zhu Yanhong, del ventenne Sun Kai, tutti confermati, e del ventiduenne Huang Guoqing, arrivato in inverno dalla The Hurricane & Thunder.

La Li Ning Star tornerà in gara al Tour of Hainan per la prima corsa professionistica stagionale in Cina. Continuare la striscia vincente sarà difficile, considerando che si tratta di una prova di categoria ProSeries, che vedrà al via diverse formazioni di alto livello. Nel mese di aprile è prevista anche la partecipazione al Tour of Bostonliq, gara uzbeka, in cui gli uomini di Zhe Sun hanno già vinto una tappa lo scorso anno.

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