La granfondo We Ride Flanders è stata funestata dalla morte di due amatori © Profilo Instagram We Ride Flanders
Ciclismo amatoriale

Sabato tragico alla granfondo del Giro delle Fiandre: morti due cicloamatori

I due ciclisti sono morti per infarto. Numerosi feriti sul percorso

05.04.2025 22:25

Doveva essere un sabato di festa per i 15.000 partecipanti alla tradizionale granfondo abbinata al Giro delle Fiandre. E invece, la We Ride Flanders ha preso una piega tragica per la morte di due cicloamatori, un olandese e un francese, entrambi vittime di infarto.

Due ciclisti morti alla We Ride Flanders 

Il primo dei due cicloamatori si è sentito male sul Taaienberg, nell'abitato di Maarkedal. Come ha riferito il portavoce del comitato organizzatore, Gert Van Goolen, lo sfortunato ciclista olandese è stato immediatamente soccorso da un'ambulanza, ma non c'è stato nulla da fare. A quel punto, i ciclisti sono stati dirottati sull'Oude Kwaremont, mentre le forze di polizia hanno presidiato il settore di Paddestraat

L'altra tragedia si è invece consumata sul penultimo muro della Ronde, dove è stato colto da arresto cardiaco un amatore francese. Dopo i primi interventi sul posto, i medici ne hanno disposto il trasferimento in eliambulanza, ma il ciclista è morto dopo alcune ore di ricovero in ospedale.

Lo staff di We Ride Flanders ha pubblicato nel tardo pomeriggio un messaggio di cordoglio sui suoi canali ufficiali: «Quella che doveva essere una bella giornata è purtroppo terminata in modo tragico. Due cicloamatori hanno perso la vita mentre pedalavano sul Taaienberg e sull'Oude Kwaremont. Siamo sconvolti per queste due tragedie. I nostri pensieri sono rivolti ai familiari delle due vittime». 

In un colloquio con il portale Sporza, Van Goolen ha spiegato che sono state approntate tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza dei cicloamatori: «A differenza delle ultime edizioni, la granfondo si è svolta in condizioni molto favorevoli. Anche per questo motivo, sono giunte poche segnalazioni di cadute o incidenti dai punti di assistenza disseminati sui vari percorsi. Se le temperature fossero state più alte, avremmo aggiunto altri cartelli di segnalazione e aumentato i punti di ristoro, ma non ce n'è stato bisogno. Ovviamente, siamo tenuti a informare i ciclisti dei pericoli che possono correre mentre compiono un certo sforzo. Chiunque abbia dubbi sul suo stato di salute, dovrebbe consultare il suo medico o un medico dello sport. Un invito che facciamo sempre subito dopo l'iscrizione. Oltretutto, ci preoccupiamo di verificare che il percorso sia conforme alle condizioni meteorologiche. Ciononostante, è responsabilità dei partecipanti verificare il loro stato di salute e sapere quanto abbiano bevuto durante il loro sforzo. D'altra parte, nello sport vale sempre la stessa regola: “Ascolta il tuo corpo». 

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I cicloamatori al via della We Ride Flanders © Pagina Facebook We Ride Flanders

Altri feriti lungo il percorso

Come riferiscono i media belgi, la granfondo è stata caratterizzata da altri due incidenti piuttosto seri sull'Eikenberg e sul Koppenberg. Nel primo caso, si era diffusa la notizia - poi smentita - di un intervento dei medici per rianimare un ciclista olandese che, in realtà, non ha mai perso conoscenza e, prima di salire in ambulanza, è riuscito a mettersi in contatto con i suoi cari. Per soccorrere l'amatore caduto sul Koppenberg, invece, è stato mobilitato l'elisoccorso.

Una storia ultratrentennale

Tradizionale prologo del Giro delle Fiandre dei professionisti, la manifestazione richiama dal 1992 migliaia e migliaia di appassionati, che possono scegliere tra quattro percorsi: il più breve misura 80 km, il più lungo (con partenza da Bruges) sfiora i 230 km. Ciascuno di essi propone i muri-simbolo della Ronde, come il Koppenberg, il Taaienberg, l'Oude Kwaremont e il Paterberg, e l'arrivo a Oudenaarde. In base ai dati forniti dagli organizzatori di Peloton, 2/3 dei 15.000 iscritti alla We Ride Flanders proviene dall'estero e, in particolare, da Francia, Germania, Gran Bretagna e Paesi Bassi

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Carmine Marino
Nato a Battipaglia (Salerno) nel 1986, ha collaborato con giornali, tv e siti web della Campania e della Basilicata. Caporedattore del quotidiano online SalernoSport24, è iscritto all'albo dei giornalisti pubblicisti della Campania dal 4 dicembre 20