
Presentato il percorso de Il Giro d'Abruzzo 2025
4 tappe variamente movimentate e scoppiettanti in cui i corridori potranno prepararsi ad appuntamenti più importanti facendo divertire il pubblico; tappa regina a Roccaraso
Il Giro d'Abruzzo 2025 presenta un percorso analogo al 2024, senza cronometro, con 4 tappe divise tra colline e montagne abruzzessi. Nel complesso appare più impegnativo, visto che tutte e 4 le frazioni arrivano più o meno in salita e nessuna di queste sembra favorevole alle ruote veloci, se non quelle più resistenti. La tappa cruciale sarà la terza, una bella cavalcata con 3 colli prima della lunga ascesa (16 km) a Roccaraso, con il traguardo posto in località Aremogna.
Le tappe nel dettaglio
Martedì 15 aprile - 1a tappa: Scerni - Crecchio (151 km)

Tappa subito molto esigente infarcita di salite mediamente brevi in cui c'è forse da attendersi subito qualcosa di importante anche per la classifica. I primi 50 km sono tutti pianeggianti o comunque di fondovalle, poi si inizia a salire: una salitella di 3.5 km al 3.4% fa da preludio a quella di Bocca di Valle (12 km al 3.2%, ma a gradoni) che apre la fase cruciale della corsa. Infatti si impiega poco per raggiungere i piedi della salita di Casoni (circa 3.5 km al 5%); dopo la discesa bastano altri 5 km di pianura per incontrare le salite al traguardo volante di Ripa Teatina (2 km al 6.3%) e a Miglianico (1 km al 6%). 8 km ondulati portano ad un punto cruciale, la salita di Ari (2.5 km al 7.5% con punte in doppia cifra) posta a soli 31 km dall'arrivo. Forse non succederà niente, nonostante le pendenze, visto il successivo tratto di falsopiani (prima a salire e poi a scendere) in cui il gruppo può organizzare l'inseguimento ad eventuali attaccanti. Le difficoltà comunque sono tutt'altro che finite: la salita di Tollo (circa 2 km al 5.5%) termina ad appena 9 km dal traguardo; 5.5 km di falsopiano a salire precedono la discesa, dopo la quale - a 1300 metri dall'arrivo - si torna a salire verso Crecchio (800 mt al 7.4%, max 10%), strappo che termina a 500 metri dall'arrivo, posto in falsopiano.
Mercoledì 16 aprile - 2a tappa: Tocca da Causauria - Penne (138 km)

Si va subito in montagna con una frazione breve ma molto impegnativa, anche se nelle fasi decisive non ci sono pendenze esigenti: dopo la prima quindicina di km di fondovalle, in poco più 120 km si accumulano circa 2300 metri di dislivello. Le prime pendenze si incontrano uscendo da Pratola Peligna e poi dopo Raiano per attraversare le gole dell'Aterno (2.5 km al 4.5%). Il fondovalle prosegue sempre più pendente (gli ultimi km prima di Acciano ha una media del 3%) fino ai piedi della dura Forcella di Acciano (4.7 km al 9.6%, max 12%). Si scende nella Piana di Navelli, dove una dozzina di km basta per imboccare la successiva salita al Valico di San Leonardo (4.3 km al 6%); una lunga discesa porta direttamente ai piedi della lunga salita alla Forca di Penne (12.7 km al 4.3%, estremamente regolare). Una lunga discesa di oltre 20 km spezzata da una manciata di km pianeggianti porta ai piedi della penultima asperità di Vestea (circa 5 km al 3.5%). La discesa termina a 5 km dall'arrivo, dove 1 km di falsopiano (2.6%) e 500 metri in lieve discesa portano ai piedi della salita finale (3.2 km al 5.7%, con un paio di toccate al 10% nella prima parte). Gli ultimi 300 metri sono pianeggianti.
Giovedì 17 aprile - 3a tappa: San Demetrio ne' Vestini - Roccaraso/Aremogna (160 km)

Giornata fondamentale per la classifica (circa 2700 metri di dislivello) con 3 colli che precedono l'ascesa finale a Roccaraso. I primi km lungo il fiume Aterno sono subito mossi, con la salitella verso Pedicciano (4.2 km al 2.7%) ad complicare la partenza. Il tracciato è mosso e tortuoso fino a Molina Aterno, quindi si sale a Castelvecchio Subequo (1.5 km al 3.5%) per poi imboccare la lunga ascesa a Forca Caruso (14 km al 4.5%, max 7%). Scesi nella Piana del Fucino, si resta in pianura per una quindicina di km, prima di salire a Gioia dei Marsi (circa 800 metri al 5%); dopo 1.5 km di falsopiano inizia la vera salita al Passo del Diavolo, che termina però di fatto a Gioia Vecchio, dov'è posto il GPM (ignorando i dati ufficiali, 12.2 km al 5.4%, max 9% appena inizia la salita). Segue un lungo fondovalle a fianco del fiume Sangro (circa 30 km tra discesa e falsopiano a favore) fino a Barrea, dove inizia la salita al Colle della Croce (4.5 km al 4.1%). 8 km di discesa portano ad Alfedena, dove ne mancheranno soltanto 10 per iniziare l'ascesa conclusiva. Sottraendo al dato ufficiale i primi 2 km pianeggianti, la salita è complessivamente di 16.2 km al 5.3%: il primo tratto di circa 5 km al 7.5% (max 10%) è probabilmente il più duro; un tratto in lieve discesa precede l'ingresso nel centro di Roccaraso che si attraversa nel corso del secondo troncone di salita lungo le pendici di Monte Zurrone (6.5 km al 5.6%, max 9%); qui la strada scende leggermente per 1.5 km, quindi la pendenza torna ad aumentare progressivamente per arrivare al traguardo in località Aremogna; l'ultimo troncone è in tutto misurabile in 2.5 km al 7.2%, ma negli ultimi 1200 metri la media è addirittura del 10% con una punta al 12%.
Venerdì 18 aprile - 4a tappa: Corropoli - Isola del Gran Sasso (166 km)

Tappa mossa, con pochissima pianura, molto difficile da interpretare. Difficilmente smuoverà la classifica vista la difficoltà delle tre tappe precedenti, ma comunque è vietato distrarsi. I primi 3 km verso Controguerra sono già in salita (in particolare 1.5 km al 4.3%), poi si susseguono in modo serrato varie salite: Bellante (circa 4 km al 6.7%, max 11%), Sant'Andrea Caporipe (circa 4.5 km al 4%, in verità due tronconi al 6% spezzati da un falsopiano), Notaresco (circa 3 km al 5%), Castellalto (circa 2 km al 7.5%, punte in doppia cifra nell'ultimo tratto), Poggio San Vittorino (circa 1 km al 4%), Osservatorio Astronomico di Collurania (1 km al 4.5%) e Sparazzano (GPM, 3.7 km al 4.9%, primi 2 km al 6.5%). Una volta scesi da quest'ultima, si incontra per la prima volta un tratto quasi pianeggiante (in verità è falsopiano marcato) seguito dalla pedalabile ascesa a Isola del Gran Sasso (5.5 km al 2.8%). Si transita una prima volta dal traguardo (ma percorrendo strade diverse rispetto al finale), dove inizia una nuova fase di salitelle serrate: Ornano Grande (circa 2.5 km al 4%), Camerale (circa 2.5 km al 4.5%), Tappone (3 km al 3.9%, ultimi 1.5 km al 5.3%), Frondarola (800 metri al 7%) e infine di nuovo Sparazzano, in una versione più lunga (in tutto 6.2 km al 4.3%; 1.5 km al 5.5%, seguiti da un km facile e i 3.7 km già scalati al primo passaggio). In fondo alla discesa mancheranno ancora 19 km quindi è difficile pensare che possano esserci grandi movimenti: la conformazione della tappa sembra invitare i cacciatori di tappa ad entrare nella fuga del mattino e giocarsi poi le loro carte su queste ondulazioni se il gruppo non riuscisse ad organizzare l'inseguimento. Si percorrono di nuovo i falsopiani per arrivare a Isola del Gran Sasso, dove si prende una strada diversa rispetto al primo passaggio: finita la facile ascesa mancheranno 3.7 km, di cui 2.5 sono spesso in lieve discesa; gli ultimi 1100 metri invece tornano a salire media 3.2%) con uno strappo al 9% sotto l'arco della flamme rouge; i successivi 500 metri sono in falsopiano poi la strada torna a salire (4/5%) fino all'ultima strettissima curva a gomito a destra (una sorta di tornante) che immette nel rettilineo conclusivo di 250 metri.