Poker della Madar al GP Sonatrach © Madar Pro Cycling Team
Mondo Continental

Madar Pro Cycling, due mesi in scia alla UAE Team Emirates

Con un inizio di stagione da favola, la squadra algerina è seconda per numero di vittorie internazionali (undici contro dodici) soltanto a Pogačar e compagni. A marzo le prime trasferte europee per confermarsi

26.02.2025 22:35

Quarto appuntamento dell’anno con Mondo Continental. In questa puntata: Grand Prix Sonatrach, Grand Prix de la ville d’Alger e la Madar, assoluta dominatrice delle prime corse del calendario africano.

Le corse della settimana

Grand Prix Sonatrach e Grand Prix de la ville d’Alger

Il podio del Grand Prix de la ville d’Alger
Il podio del Grand Prix de la ville d’Alger © Tour d'Algérie

Due giorni dopo l’ultima tappa del Tour d’Algérie, nel paese nordafricano è andato in scena il Grand Prix Sonatrach, corsa di un giorno che, dopo l’annullamento dell’edizione 2024, ha potuto fare il suo esordio nel calendario UCI. Al via erano presenti quattordici squadre: cinque Continental, quattro selezioni nazionali e cinque formazioni dilettantistiche. L’unica differenza rispetto al Tour d’Algérie era rappresentata dall’assenza dell’Algeria Development. 

Il percorso non era particolarmente impegnativo, nonostante la presenza di diverse salite, l’ultima delle quali era situata a ridosso del traguardo. La prova si è rivelata più selettiva del previsto e ha visto il totale dominio della Madar: quattro corridori della formazione algerina, infatti, hanno fatto la differenza e si sono involati verso l’arrivo, rendendosi imprendibili per tutti gli avversari. In un arrivo in parata è stato il campione algerino Azzedine Lagab a tagliare per primo il traguardo.

Il trentottenne ha preceduto Yacine Hamza, Youcef Reguigui e il vincitore del Tour d’Algérie Hamza Amari. I primi corridori non appartenenti alla Madar sono arrivati con 1’53” di ritardo: Mohamed Aziz Dellai (Nazionale Tunisia) si è piazzato al quinto posto, davanti al primo degli italiani, Matteo Gabelloni (Technipes #inEmiliaRomagna).

Dopo due giorni si è disputato anche il Grand Prix de la Ville d’Alger, ultima gara algerina del calendario UCI 2025 (campionati nazionali esclusi). Corsa a tappe nelle sue prime edizioni, ha ridotto la sua durata a un giorno dal 2023. Al via si sono schierate sedici squadre: alle quattordici che avevano partecipato al GP Sonatrach si sono aggiunte l’Algeria Development e un’altra formazione dilettantistica, la Brakni Blida.

Il percorso era particolarmente adatto alle ruote veloci: si svolge, infatti, in circuito nella capitale algerina e non ci sono asperità altimetriche di rilievo. A differenza dello scorso anno, quando un attacco scongiurò la volata di gruppo, quest’anno è andato tutto secondo copione e il gruppo si è presentato sostanzialmente compatto nel finale. Dopo sette successi di tappa al Tour d’Algérie, Yacine Hamza si è confermato il velocista più forte in gara e si è messo tutti alle spalle, regalando un altro trionfo alla Madar.

L’ex corridore dell’Astana Yevgeniy Gidich (China Glory-Mentech) si è dovuto accontentare del secondo posto, davanti al vincitore dell’edizione 2023 Youcef Reguigui. Stefan Verhoeff (Universe) ha concluso ai piedi del podio, mentre Milkias Maekele (Nazionale Eritrea), che era stato il grande rivale di Hamza nelle altre volate algerine, non è andato oltre la quinta posizione. Luca Martignago (Technipes #inEmiliaRomagna), settimo, è stato il migliore degli italiani.

Le Continental tra i big

Nicolás Tivani, vincitore della maglia dei GPM alla Volta ao Algarve, insieme a Jonas Vingegaard
Nicolás Tivani, vincitore della maglia dei GPM alla Volta ao Algarve, insieme a Jonas Vingegaard © Nicolás Tivani

La Petrolike è stata l’unica compagine di terza divisione a partecipare alla Vuelta a Andalucia Ruta Ciclista Del Sol. Alejandro Callejas è stato il migliore in classifica generale, con il trentasettesimo posto finale, mentre Cesar Macias ha ottenuto un buon sesto posto nella terza tappa.

Le nove Continental portoghesi hanno preso parte alla Volta ao Algarve. Il miglior piazzamento in classifica generale è stato di Alexis Guerin: il francese della Anicolor/Tien 21, però, non è andato oltre il ventinovesimo posto. La Efapel, invece, è stata l’unica formazione lusitana a ottenere una top ten di tappa: Santiago Mesa è stato ottavo nella terza frazione. La più grande soddisfazione se l’è tolta la Aviludo-Louletano-Loulé: grazie a diversi tentativi di fuga, Nicolás Tivani si è aggiudicato la maglia di miglior scalatore.

Alla Classic Var erano presenti le quattro Continental “pure” francesi. Come al Tour de la Provence, il migliore è stato Lucas Beneteau: il corridore della St.Michel-Preference Home ha concluso in diciottesima posizione. Le stesse squadre hanno preso parte al Tour des Alpes Maritimes et du Var. La CIC-U-Nantes ha ottenuto il miglior risultato in classifica generale con Yaël Joalland, dodicesimo. Andrea Mifsud, invece, ha regalato un ottimo quinto posto alla Nice Métropole Côte d'Azur nella seconda tappa, mentre la Van Rysel-Roubaix ha vinto la graduatoria dei GPM con Kenny Molly. Il miglior Continental in assoluto è stato, però, Jarno Widar, alfiere della Lotto Development in gara con il ramo Pro del team, quinto nella prima frazione e settimo nella generale. 

Diverse Continental hanno conquistato medaglie ai Campionati Asiatici di ciclismo su pista. Kazushige Kuboki ha portato ben quattro medaglie alla Aisan: il trentacinquenne ha vinto il titolo nell’inseguimento individuale e nella madison e l’argento nell’inseguimento a squadre e nello scratch. Due ori anche per la Kinan, grazie a Eiya Hashimoto, vincitore dell’eliminazione e compagno di Kuboki sia nella madison che nell’inseguimento a squadre. La prova del quartetto ha portato le medaglie d’oro alla Seoul, con Min Kyeong-ho, anche bronzo nell’inseguimento individuale, e alla UijeongBu, con Hong Seung-min. Alisher Zhumakan ha condotto l’Almaty sul podio nella corsa a punti (argento) e nell’inseguimento a squadre (bronzo). Un secondo posto anche per la UAE Team Emirates Gen Z, grazie a Mohammad Almutaiwei nell’inseguimento individuale, e per la LX, con Kim Euro nella madison. La Jakarta si è portata a casa due medaglie del metallo meno prezioso con Terry Kusuma, terzo sia nello scratch che nella madison, mentre la HKSI si è accontentata del bronzo di Mow Ching-yin nella corsa a punti.

L’UCI sta continuando ad aggiornare il proprio database, svelando novità di ciclomercato Continental: nell’ultima settimana è stata aggiunta la Hustle, formazione canadese che si è rinforzata con l’arrivo, fra gli altri, di Charles Bergeron (Ecoflo Chronos). Dopo tre anni alla Nice Métropole Côte d'Azur, Jonathan Couanon continuerà la carriera alla AVC Aix Provence Dole, mentre al roster della Mg.K Vis Costruzioni e Ambiente sono stati aggiunti Francesco Parravano, stagista della Corratec-Vini Fantini nel 2024, e l’irlandese Adam Kelly

Novità anche dalla Cina: l’ex Astana Ben Perry non fa più parte del roster della Wuzhishan SCOM ed è stato sostituito dal neozelandese Ethan Batt (Hengxiang), professionista con la Bolton Equities Black Spoke nel 2023. Il colpo più interessante della settimana arriva, però, dal Portogallo: la AP Hotels & Resorts/Tavira ha ingaggiato il colombiano Jesús David Peña, che nelle ultime tre stagioni ha corso nel WorldTour, con la Jayco AlUla. 

Il ritratto della settimana: Madar Pro Cycling

I corridori della Madar festeggiano sul podio del Grand Prix Sonatrach
I corridori della Madar festeggiano sul podio del Grand Prix Sonatrach © Madar Pro Cycling Team

Al termine del mese di febbraio, la UAE Team Emirates-XRG è, come da pronostico, la squadra più vincente a livello internazionale. A una sola lunghezza di distanza, a sorpresa, c’è la Madar, Continental algerina che ha fatto sfracelli nelle corse di casa, conquistando ben undici vittorie in tredici giorni di corsa. Gran parte del merito va al velocista Yacine Hamza, che ha timbrato il cartellino in otto occasioni, ma anche i suoi compagni si sono dimostrati decisamente all’altezza, come testimoniato dal clamoroso poker al Grand Prix Sonatrach

La Madar è una squadra giovane: ha fatto il suo esordio internazionale al Tour d’Algérie 2023 e l’anno scorso ha preso la licenza Continental, che mancava a una squadra algerina dal 2020. Nella passata stagione ha totalizzato undici successi e in questo primo scorcio del 2025 ha già pareggiato il conto. Le corse più favorevoli sono finite, ma è ipotizzabile che arrivi qualche altra vittoria da qui a fine stagione. Attualmente il roster è composto da quindici elementi.

Il leader della squadra è indiscutibilmente Yacine Hamza, che conta quarantadue vittorie in carriera, otto delle quali arrivate quest’anno. Protagonista dello scorso numero di Mondo Continental, ha arricchito il proprio palmares in questa settimana, aggiudicandosi il Grand Prix de la ville d’Alger.

Un altro dei corridori di spicco del team è senza dubbio Azzedine Lagab, attuale campione algerino sia in linea che a cronometro. Il trentottenne ha vinto ben quarantanove corse e si è da poco aggiudicato il Grand Prix Sonatrach. Storicamente è il miglior passista del paese (dieci volte campione nazionale a cronometro) e ha rappresentato l’Algeria sia ai Giochi Olimpici di Londra che a quelli di Tokyo.

Il grande colpo di mercato della Madar in questo inverno è stato Youcef Reguigui, l’unico algerino in attività ad aver corso tra i professionisti (dal 2013 al 2017 con MTN e Dimension Data). Nel 2012 riuscì a vincere una corsa valida per la Coppa delle Nazioni under 23 (una tappa del Toscana-Terra di Ciclismo), mentre il suo più importante successo nella massima categoria è stato il Tour de Langkawi 2015. Quest’anno, invece, si è imposto in una tappa del Tour d’Algérie. Ha rappresentato l’Algeria ai Giochi Olimpici di Rio de Janeiro.

L’altro corridore ad aver già vinto in questa stagione è Hamza Amari, che ha conquistato la classifica generale del Tour d’Algérie. Il ventiduenne si è imposto in cinque occasioni a livello UCI ed è considerato da qualche anno il corridore algerino più promettente: nel 2022 è stato terzo nella prova in linea dei Campionati Africani e nella stagione successiva ha chiuso al secondo posto La Tropicale Amissa Bongo, corsa professionistica.

A inizio carriera prometteva molto Islam Mansouri, che nel 2017, a vent’anni, conquistò il titolo nazionale a cronometro under 23, facendo segnare un tempo migliore rispetto a quello del vincitore della gara élite. In Africa è un corridore di vertice, capace di vincere otto corse (fra cui il campionato algerino in linea 2022), ma non è riuscito a salire di livello come ci si aspettava.

Ci si aspettava di più anche da Hamza Mansouri, fratello di Islam, campione africano in entrambe le stagioni fra gli juniores. Fra i grandi si è imposto in una tappa del Tour du Faso 2019, ma da allora non ha più trovato la via del successo, anche se nel 2023 ha fatto parte del gruppo algerino vincitore della medaglia d’oro nella cronosquadre ai Campionati Africani.

Oussama Abellah Mimouni è giovane, ma ha già fatto vedere ottime cose. Il ventunenne ha iniziato bene la stagione, conquistando la maglia di miglior giovane del Tour d’Algérie (in cui vestiva la maglia dell’Algeria Development). Lo scorso anno si è messo in luce nelle gare camerunensi, vincendo una tappa del Tour du Cameroun e il Grand Prix d’Ongola.

Mohamed Amine N’hari è un po’ più esperto ed è reduce da un 2024 non esaltante. Vicecampione algerino a cronometro nel 2023 e vincitore di due tappe dell’International Syrian Tour nella stagione precedente, il ventiquattrenne non ha ancora esordito a livello UCI in questa stagione. Ha già corso nel 2025, senza risultati di rilievo, Salah Eddine Ayoubi Cherki. Il ventunenne non ha ancora fatto molto su strada, ma su pista è campione africano in carica dell’inseguimento a squadre e della madison.

Uno dei corridori più interessanti arrivati nell’ultima sessione di mercato è Ayoub Sahiri. Il ventiquattrenne ha ottenuto buoni risultati nelle categorie giovanili e lo scorso anno ha iniziato a farsi notare anche fra i grandi: è stato grande protagonista al Tour du Cameroun, in cui ha vinto una tappa e la classifica riservata agli scalatori, chiudendo, inoltre, terzo nella generale.

Gli altri algerini arrivati quest’anno in squadra sono giovani ancora da scoprire: si tratta dei ventenni Nasrallah Mohamed Aissa Essemiani, quinto nel campionato nazionale 2024, e Adem Lafalla, e del diciottenne Anes Riahi, quest’anno protagonista al Tour du Sahel con due top five di tappa. Sia Essemiani che Riahi hanno disputato le corse di casa con la maglia dell’Algeria Development, mentre Lafalla non ha ancora esordito nel 2025.

Quest’anno la Madar ha aperto le frontiere, ingaggiando due corridori sudafricani. Warren Moolman, ventuno anni, è l’attuale campione nazionale under 23 e non ha mai corso a livello UCI fuori dal Sudafrica, fatta eccezione per la partecipazione alla prova junior dei Campionati del Mondo 2021. Anche il ventenne Emile van Niekerk ha un’esperienza molto limitata fuori dai confini nazionali, ma lo scorso anno ha conquistato a sorpresa la medaglia d’argento nella prova in linea dei Campionati Africani, battuto solo dal professionista dell’Astana Henok Mulubrhan.

Non è registrato sul sito UCI, ma dovrebbe far parte del team anche un corridore eritreo: si tratta di Meron Teshome, cugino di Biniam Girmay. Il trentaduenne ha vinto dieci corse UCI (tutte in Africa) e ha corso per tre anni in Germania con la BIKE AID. Nel 2015 vinse la medaglia d’oro nella cronometro degli African Games e due anni dopo conquistò il titolo continentale, sempre nella prova contro il tempo. In Europa non ha mai vinto, ma ci è andato vicino al Tour de Hongrie 2017, con il secondo posto nell’ultima tappa.

La Madar ha l’ambizione di aumentare l’attività internazionale e nei primi giorni di marzo disputerà il trittico di gare dell’isola di Rodi (Visit South Aegean Islands, Rhodes GP e Tour of Rhodes), mentre ad aprile è prevista la partecipazione ad alcune corse in Turchia.

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