La partenza della Cyclo 2023 © Umberto Bettarini
Cicloturismo

Fiandre, la terra promessa del cicloturismo: tra muri, pavé e vento del Nord

Nella Settimana Santa del Ciclismo, pedalando dai muri della Ronde alla costa del Mare del Nord, un viaggio su due ruote nel cuore pulsante del ciclismo fiammingo

03.04.2025 12:39

Pedalare nelle Fiandre è un’esperienza che qualsiasi amante delle due ruote dovrebbe concedersi almeno una volta nella vita. In quest’area del Belgio, infatti, tutto ha un richiamo diretto con il mondo del ciclismo. Dal celebre Centrum Ronde van Vlaanderen, il museo di Oudenaarde che ripercorre la storia del Giro delle Fiandre, a una fitta rete di statue, targhe e manifesti celebrativi che in tutte le cittadine rievocano le imprese dei grandi campioni. Persino i bar e le case del territorio sono costellati di ornamenti ciclistici, con magliette, biciclette e cimeli presi dalle varie corse. Per i fiamminghi le due ruote sono una vera e propria religione.

Ma il fascino delle Fiandre non si limita alla storia del ciclismo professionistico. Questo territorio offre una rete fittissima di piste ciclabili interconnesse, itinerari tematici per il cicloturismo e stradine di campagna che attraversano boschi, fiumi e colline. Come recita il sito ufficiale di promozione turistica, qui puoi pedalare ai piedi di castelli medievali, lungo le vie d’acqua, sulle dune del Mare del Nord, per poi fermarti a riposare dentro un birrificio artigianale.

Se pedalare nelle Fiandre è un’esperienza di grande fascino, farlo in corrispondenza della Settimana Santa del ciclismo - nei giorni a cavallo tra la Ronde van Vlaanderen e la Parigi Roubaix – rappresenta un’emozione fuori dal comune. Le strade, infatti, si trasformano in un’arena, con migliaia di tifosi a sostenere non solo i professionisti, ma anche le migliaia di cicloamatori che, il giorno precedente, si mettono alla prova lungo gli stessi percorsi.

Un tipico appartamento fiammingo © Umberto Bettarini
Un tipico appartamento fiammingo © Umberto Bettarini

Tour of Flanders Cyclo: 20.000 cicloamatori sulle strade della Ronde

Uno degli eventi più caratteristici e di richiamo per migliaia di cicloamatori da tutto il mondo è proprio la cicloturistica We Ride Flanders, che viene organizzata ogni anno il giorno della vigilia della Ronde. Questa manifestazione, che vede sempre una massiccia partecipazione di italiani, rappresenta un’occasione unica per pedalare sulle strade che hanno fatto la storia del ciclismo in un’atmosfera di festa e di attesa per il grande evento del giorno successivo. 

Ogni anno l’organizzazione prevede un percorso lungo, che prende il via dalla città che ospita la partenza della Ronde, quest’anno Bruges con un percorso totale di 229 km, e tre percorsi ad anello – 158 km, 128 km e 80 km - con partenza e arrivo ad Oudenaarde. La versione completa offre ai partecipanti l’emozione di partire sotto l’arco di partenza dei professionisti, tuttavia, prevede un lungo tratto di trasferimento di quasi cento chilometri, prima di entrare nel vivo e affrontare i primi muri e tratti di pavé. Il percorso lungo e quello di 158 km, inoltre, sono gli unici che offrono la possibilità di pedalare sulle dure pendenze del muro di Geraardsbergen (1km al 9% medio e punte del 20%) e giungere ai piedi della Kapel op de Oudenberg, una piccola chiesetta che per anni è stata il palcoscenico delle grandi sfide a due ruote, prima che il finale della Ronde fosse trasferito ad Oudenaarde. 

La festa sul Kwaremont al passaggio della Ronde © Umberto Bettarini
La festa sul Kwaremont al passaggio della Ronde © Umberto Bettarini

L’Oude Kwaremont, il Paterberg e il Koppenberg 

Gli ultimi 60 chilometri sono comuni a tutti e 4 i percorsi e consentono di cimentarsi con i muri più iconici della Ronde, tra cui il temibile Koppenberg, il Taainberg, il Paterberg e l’Oude Kwaremont, per concludersi in piazza ad Oudenaarde, dopo che si è transitati sotto il traguardo che il giorno seguente sarà teatro della sfida tra i professionisti. Tra i vari muri che si affrontano il Kwaremont è forse quello più affascinante, in quanto ai bordi delle sue strade si assiepa una nutrita folla anche durante la cicloturistica. Il Koppenberg, invece, rappresenta senza dubbio la sfida più dura. Ma non si tratta solamente di ripidezza, anche il Taaienberg o il Paterberg hanno pendenze impossibili con punte che sfiorano il 20%. Quello che rende il Koppenberg insormontabile è il suo coefficiente di scivolosità. Si tratta infatti di un muro posto all’interno di un piccolo bosco, dove non batte mai il sole. Le sue pietre sono ricoperte da un sottilissimo strato di muschio e fango che, nelle giornate di pioggia, lo rendono talmente scivoloso che anche le macchine devono prendere lo slancio per non fermarsi a metà ed essere costrette a tornare indietro. 

Le terribili pendenze dei muri fiamminghi © Umberto Bettarini
Le terribili pendenze dei muri fiamminghi © Umberto Bettarini

Floubaix: quando il fascino dei muri si incontra con le pietre della Roubaix

Gli arrivi del Giro delle Fiandre e della Parigi-Roubaix sono sorprendentemente vicini: tra Oudenaarde e il leggendario velodromo di Roubaix ci sono solamente 40 km. Online si trovano numerosi itinerari, con percorsi tra i 120 e i 160 km, che partono dal Museo della Ronde e permettono di connettere queste due classiche monumento. Lungo il tragitto si attraversano alcuni dei muri più iconici delle Fiandre e si affrontano gli ultimi settori di pavé della corsa francese, regalando un’esperienza ciclistica che fonde il meglio di entrambe le competizioni. Una volta giunti nel velodromo più celebre del ciclismo, si può scegliere se rientrare comodamente in treno o proseguire in sella lungo il Canal de l’Espierres, un percorso in mezzo alla natura che riconduce nel centro storico di Oudenaarde.

La costa del Mare del Nord e la forza del vento

Le Fiandre non sono solo pavé e muri. La costa del Mare del Nord regala paesaggi mozzafiato, con lunghe piste ciclabili che attraversano dune, pittoreschi villaggi e città affascinanti come Ostenda. Ma qui, più che in qualsiasi altra parte del Belgio, il vento è un avversario imprevedibile. Può capitare di avanzare a fatica a meno di 20 km/h persino in discesa, oppure di sfrecciare a 40 km/h su un tratto pianeggiante senza nemmeno spingere sui pedali. Il vento del Nord è una forza indomabile e imprevedibile che può scombussolare i piani di viaggio e mettere alla prova anche i cicloviaggiatori più esperti. 

Nei giorni più difficili, quando il vento contrario sembra non dare tregua, esiste un alleato prezioso: il treno. Le Fiandre vantano una rete ferroviaria capillare che collega le principali città e, soprattutto, tutti i treni sono attrezzati per il trasporto delle biciclette. Un’opzione strategica per rientrare comodamente alla base quando la natura decide di far sentire tutta la sua potenza.

Il Mare del Nord  © Umberto Bettarini
Il Mare del Nord  © Umberto Bettarini
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Umberto Bettarini
Milanese di nascita, calabrese per vocazione. Dopo la sua prima randonnée, ha scelto la famosa “pillola rossa” per scoprire quanto è profonda la tana del Bianconiglio ed è rimasto intrappolato in una grave forma di dannazione ciclistica