
Nys-cidiale: Thibau domina il Gran Premio Indurain all'esordio stagionale su strada
Il figlio d'arte scappa via sull'ultimo strappo, lasciandosi alle spalle Molenaar e un ottimo Bagioli
Si è fatto aspettare a lungo dopo le fatiche della stagione invernale, ma ne è valsa la pena: alla prima apparizione su strada del 2025, Thibau Nys ha vinto d'autorità il Gran Premio Indurain, abituale prologo del Giro dei Paesi Baschi. Egregiamente scortato da un ottimo Andrea Bagioli - poi 3° sul traguardo di Estella-Lizarra - il 22enne della Lidl-Trek ha seminato la concorrenza sull'ultimo strappo, l'Alto de Ibarra, per poi usare il pennello nella tortuosa discesa che conduce al traguardo. In crescita anche il corridore lombardo, battuto nello sprint per il posto d'onore dall'olandese Alex Molenaar. Tra i primi 10 anche Simone Velasco.
La cronaca del GP Indurain
Un prezioso test con vista privilegiata sulle Ardenne: com'è consuetudine, il Gran Premio Miguel Indurain richiama quei corridori che saranno semplici spettatori della Settimana Santa sulle pietre. La 34ª della classica basca dedicata al plurivincitore di Giro e Tour si mantiene fedele a sé stessa: partenza e arrivo a Estella-Lizarra dopo 203,9 km. I primi 50 km di corsa si sviluppano su un tracciato particolarmente movimentato, che prevede anche il passaggio sulla salita-chiave del circuito conclusivo, l'Alto de Ibarra, appena 700 metri al 10% di pendenza. Tagliato il traguardo per la prima volta, la carovana affronta un secondo giro di 53 km, che propone le scalate all'Alto de Irache (3,4 km con una pendenza media del 4,1%) e all'Alto de Oleujia - appena 1200 metri al 6,8% - per poi affrontare in rapida sequenza l'Alto de Eraul (poco meno di 4 km al 5,3% medio), l'Alto de Muru (1600 metri al 4%) e l'Ibarra. Ancora una tornata di 67 km piuttosto impegnativa, che mette in fila lo strappo di Embaise d'Alloz (poco più di un chilometro al 6,2%), l'Alto de Arradia (2,5 km al 4,7% di media), l'Alto Guirguillano (2700 metri con una pendenza media che sfiora il 6%) e l'Alto de Lezáun, poco meno di 4 km al 5,6%. In vista del penultimo passaggio sulla linea d'arrivo, torna d'attualità l'accoppiata Alto de Muru-Ibarra. Il circuito finale misura poco meno di 30 chilometri, in cui si scalano in successione l'Irache, l'Eraul, il Muru e l'Ibarra-quater, quest'ultimo posizionato a poco più di 2 km dall'arrivo. Fari puntati sulla breve ma esigente discesa che porta nell'abitato di Estella-Lizarra. Il rettilineo finale misura poco più di 300 metri.
La fuga del giorno decolla dopo 7 km: all'attacco il britannico Harrison Wood (Anicolor-Tien 21), il danese Anton Charmig (Astana-XDS), il francese Alan Jousseaume (TotalEnergies), l'italiano Edoardo Zamperini (Arkéa-B&B Hotels),il mongolo Jambaljamts Sainbayar (Burgos Burpellet-BH) e gli spagnoli Jesús Herrada (Cofidis), Xabier Isasa (Eusaktel-Euskadi) e Pau Llaneras (Illes Baleares-Arabay). Gli otto battistrada - dai quali si sgancerà Llaneras dopo 98 km di corsa - accumuleranno un vantaggio massimo di 6'53" (km 53) sul gruppo, trainato a turno da Jayco-AlUla, Lidl-Trek, Red Bull-BORA-Hansgrohe e UAE Emirates-XRG, cui si aggiungerà in seguito la KERN Pharma.
A dispetto degli sforzi compiuti dagli inseguitori, i corridori al comando procedono con un ottimo passo anche quando si accendono le telecamere per la diretta tv: poco meno di 5' di scarto ai -72 dall'arrivo. Poco più avanti, il primo episodio eclatante della giornata: caduta del messicano Isaac Del Toro (UAE Emirates-XRG) lungo la discesa del Guirguillano. Il fresco vincitore della Milano-Torino - scortato a lungo dallo spagnolo Roger Adriá (Red Bull-BORA-Hansgrohe) - riuscirà ad accodarsi al gruppo principale, ma si sfilerà dalla lotta per il successo poco prima dell'ultimo giro.
Nel frattempo, la fuga registra la defezione di Sainbayar, uscito di scena ai -65 dalla linea bianca. Stessa sorte per Isasa, che accetterà la resa sulle rampe del Lezáun, dove entrerà in azione Herrada. La sua accelerazione restituisce un po' di ossigeno ai primi, che doppieranno la boa dei -30 con un minuto e mezzo di margine. Mentre il gruppo aumenta sensibilmente la velocità in vista dell'ultimo giro, c'è ancora spazio per un'accelerazione ai -24 di Charmig che, dopo qualche chilometro in solitaria, sarà raggiunto dal veterano della Cofidis e da Jousseaume. Un diversivo che servirà soltanto a ritardare di qualche minuto il definitivo riaggancio, avvenuto a 13 km dalla meta.
Benché questa sia una gara tradizionalmente selettiva, la platea dei candidati alla vittoria è insolitamente numerosa: ai piedi della penultima salita, infatti, si contano non meno di 60-65 corridori nel gruppo principale. Sull'ultimo Eraul, la UAE prende in mano la situazione con il campione uscente, lo statunitense Brandon McNulty (UAE Emirates), raggiunto e addirittura sopravanzato dallo spagnolo Ion Izagirre (Cofidis) che, poco più avanti, sarà protagonista di un'escursione sull'erba a velocità altissima, fortunatamente senza conseguenze per il basco e per i colleghi alla sua ruota.

Il fuoristrada di Izagirre concede l'opportunità al belga Maxim Van Gils (Red Bull), all'olandese Bauke Mollema (Lidl-Trek) e al campione nazionale spagnolo Alex Aranburu (Cofidis) di tentare un allungo in discesa. Fatica sprecata, in verità: alle loro spalle, lo svizzero Mauro Schmid (Jayco-AlUla) e il già citato McNulty riportano sotto non meno di 25-30 atleti, compresi gli italiani Andrea Bagioli (Lid) e Simone Velasco (XDS-Astana). In uno scenario così fluido, c'è spazio per i colpi di mano: a 6 km dall'epilogo, ecco la sortita dell'austriaco Felix Grossschartner (UAE Emirates), seguito dal francese Matteo Vercher (TotalEnergies), dall'olandese Alex Molenaar (Caja Rural Seguros-RGA) e dal redivivo Mollema. I contrattaccanti pedalano in direzione dell'ultimo strappo con una decina di secondi sul resto della concorrenza, capeggiata dai Lidl-Trek. Mentre Vercher tenta di anticipare le mosse dei rivali, staccando i compagni di ventura sul primo tratto del muro di Ibarra, un sontuoso Bagioli lancia la progressione del belga Thibau Nys (Lidl). Che, nello spazio di 300 metri, fa il vuoto, raggiungendo con irrisoria facilità anche il quartetto al comando. A quel punto, non resta che affrontare il difficile toboga conclusivo: il figlio d'arte misura con il compasso tutte le curve, sigillando così il suo primo successo stagionale (il 12° da professionista) con 3" su Molenaar, bravo a non perdere la ruota di Bagioli nel tortuoso finale - e sul rigenerato corridore sondriese. L'uruguaiano Guillermo Thomas Silva (Caja Rural, a 7") inaugura la sfilata dei battuti, regolando Aranburu, lo svizzero Marc Hirschi (Tudor), Grossschartner e Velasco.